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10 set 2013

CesenaLab: la materia prima sono le persone

Di Livia Bosi

CesenaLab è l’incubatore di imprese inaugurato a maggio dal Campus di Cesena dell’Università di Bologna, il Comune  e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena . Il Professor Luciano Margara è ordinario di Informatica e coordinatore del Campus di Cesena nonché presidente dell’incubatore. Siamo andati a trovarlo a CesenaLab, dove abbiamo conosciuto anche Tommaso Dionigi del comitato scientifico e Roberto Pasi (super) impegnato nella gestione operativa.

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Nella foto, da sinistra: Luciano Margara, Tommaso Dionigi, Roberto Pasi

Professor Margara come è nato CesenaLab?
«L’idea è partita un anno fa da me e dal sindaco Paolo Lucchi. Pensavamo a come dare un’opportunità di lavoro ai giovani con le capacità, le competenze tecniche e la voglia di fare tipiche dei laureati in Scienze dell’Informazione (facoltà dell’Università di Bologna dislocata a Cesena, ndr). Nessuno di noi era del mestiere, quindi abbiamo iniziato a studiare i modelli di incubatori già esistenti e a contattarli per schiarirci le idee e capire meglio cosa volevamo».

E cosa volevate?
cesenalab2«Intanto non volevamo escludere nessuno, quindi non abbiamo messo alcun servizio a pagamento, e non volevamo che questo spazio diventasse solo un co-working. Abbiamo capito che il valore di queste iniziative sta nelle persone, è lì la differenza. Delle idee sono pieni i cassetti, ma le persone sono la vera materia prima: abbiamo voluto fortemente creare qualcosa che le valorizzasse appieno. Il legame con il Campus di Cesena è necessario per garantire un costante flusso di domanda e per capire come incanalarlo al meglio ci siamo rivolti subito ad un business angel, Vladimiro Mazzotti, che è un supporto fondamentale. Importantissima anche la comunicazione, specialmente quella online, per la quale ci siamo invece affidati ad una startup di H-Farm: YellowChip.».

Qual è stata la maggiore soddisfazione da maggio ad oggi?
«Vedere che dove un anno fa c’erano solo macerie oggi ci sono tavoli, sedie, divani ma soprattutto ragazzi. Vedere che passando di qui a mezzanotte trovi ancora le luci accese e le persone che lavorano sodo. Ma la soddisfazione più grande in assoluto deve ancora arrivare: non vediamo l’ora di avere la prima exit di un’impresa incubata qui».

«Inoltre» aggiunge Tommaso Dionigi, «da grande soddisfazione il fatto di stare pian piano creando una nuova sensibilità sul territorio che prima non c’era, o perlomeno era disaggregata e latente. CesenaLab è e diventerà sempre più una occasione per fare rete, sia tra le persone che tra le aziende. Una occasione per tutto il territorio di investire sull’innovazione e sul futuro, l’opportunità per aumentare la consapevolezza di quanto questo sia importante per crescere».

Ora, quali imprese state incubando?
IMG_2870«Ne abbiamo un paio già inserite nel percorso: FitStadium e TrailMeUp. Poi ne abbiamo altre due in osservazione: la capienza massima è di sei o sette startup. Sono laureati del territorio ma con percorsi molto diversificati: lauree in ingegneria ed informatica ma non solo, servono numerose competenze per fare impresa».

«La cosa straordinaria» aggiunge Roberto Pasi «è che abbiamo avuto richieste anche da Roma e Milano, realtà in cui per le startup non mancano certo opportunità. Ragazzi disposti a trasferirsi qui a Cesena per poter lavorare con noi. L’importante è sempre la materia prima, il team di persone e le idee…se arrivassero richiesta valide da Tokio le prenderemmo!».

 

 

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