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6 set 2013

In che modo la diffusione di internet influenza l’occupazione? L’analisi del rapporto “Crescita Digitale”

Di Livia Bosi

Esistono numerosi studi che affermano l’influenza positiva della web economy sull’occupazione, ed in particolare su quella giovanile. Studi a cui spesso fatichiamo a credere quando quotidianamente siamo immersi in un contesto di così profonda crisi economica e sociale. Nel 2012, la disoccupazione giovanile ha toccato in Italia i massimi storici, con un tasso allarmante di 35,9% per il mese di marzo.

giovaniCon queste premesse che Marco Simoni e Sergio de Ferra (London School of Economics), hanno deciso di indagare il rapporto tra la diffusione di internet e l’occupazione per rispondere alla domanda:  quanti posti di lavoro, in particolare giovanile, si potrebbero creare con una maggiore e migliore diffusione di Internet?

I dati che hanno preso in considerazione per redarre il rapporto “Crescita Digitale” si riferiscono a 28 paesi dell’OCSE e ad un periodo temporale piuttosto lungo, di dodici anni dal 1999 al 2010. Questa larga e lunga finestra di comparazione ha permesso di indagare, forse per la prima volta, l’effetto “puro” della diffusione di internet sull’occupazione. Puro perché attraverso tecniche statistiche si è riusciti a valutarlo liberandolo o meglio tenendo costanti gli effetti di alcune altre importanti variabili che potrebbero influenzare a loro volta le dinamiche del lavoro, in particolare: la crescita economica, il livello di tassazione sul lavoro, il cambiamento della competitività internazionale, il livello di coordinamento salariale.

occupazioneIl risultato ottenuto è doppiamente straordinario: (citando il rapporto) “ in un ipotetico paese medio l’aumento della diffusione di Internet del 10% comporta un aumento dell’occupazione complessiva di 0,44 punti percentuali e un aumento dell’occupazione giovanile di 1,47 punti percentuali”.  Ma non solo, “se l’Italia nel 2010 fosse stata in grado di arrivare alla stessa diffusione Internet della Francia (che è simile a quella della Germania) ci sarebbero circa 200mila occupati in più nella fascia d’età tra i 15 e i 64 anni, di cui 100mila nella fascia di età 15-24. Se poi fosse stata in grado di raggiungere i livelli dell’Olanda gli occupati in più sarebbero oltre 275mila di cui oltre 140mila giovani.”

Che ne pensate? Al di là di quello che è stato o non è stato fatto in passato, oggi cosa si può fare secondo voi?

 

Il rapporto “Crescita digitale - Come internet crea lavoro, come potrebbe crearne di più” è realizzato da Marco Simoni e Sergio de Ferra per Italia Futura (www.italiafutura.it) in collaborazione con Google Italia. Può essere scaricato qui.

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