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30 ago 2013

ISTEC: l’avanguardia della ricerca sui materiali ceramici è a Faenza

Di Livia Bosi

L’ISTEC è l’Istituto di Scienza e Tecnologia di Materiali Ceramici, ha sede a Faenza e conta un centinaio di ricercatori. E’ il più importante centro nazionale del CNR sui materiali inorganici ceramici. Ma non solo: l’ISTEC è un punto di riferimento a livello internazionale nel campo dello sviluppo dei bio-materiali e alla guida di numerosi progetti europei.

istecAbbiamo parlato con Anna Tampieri, coordinatrice del gruppo  di ricerca sui Materiali per uso Biomedicale che conta una  quindicina dii ricercatori impegnati nell’ambito della nanomedicina. Anna dal 2011 è anche senior associate member del Research Institute del The Methodist Hospital di Huston con il quale l’ISTEC collabora fornendo supporto a livello di bio-materiali ed impianti che vengono riconosciuti dalle cellule del corpo  attivando processi di rigenerazione che portano a tessuti  uguali a quelli originali.

Abbiamo chiesto ad Anna: qual è l’elemento chiave di una realtà così innovativa come l’Istituto di Scienza e Tecnologia di Materiali Ceramici?

anna tampieri«Il contatto con gli ospedali locali, in particolare gli Istituti Ortopedici l Rizzoli di Bologna  e con il reparto di neurochirurgia del Bufanili di Cesena.  Il contatto quasi giornaliero con il comparto chirurgico visto come “end users”, cambia radicalmente la finalità della ricerca. I risultati raggiunti sarebbero impensabili senza il costante confronto dei ricercatori con i medici e con le esigenze dei pazienti. Il successo è del tutto legato a questa forte relazione…caso molto raro in Italia, dove ricerca sui materiali, ospedali ed aziende lavorano spesso completamente dissociate.»

«Inoltre  ISTEC-CNR  ha dato  vita a Finceramica, uno spin off che ora è una azienda in grado di ottenere il marchio CE ed arrivare così al paziente. Un altro fatto molto grave in Italia è infatti quello di fare ricerca senza riuscire a raggiungere il mercato: i prodotti generati sono moltissimi ma ci sono politiche sbagliate per le quali sono veramente pochissimi quelli che riescono ad arrivare in clinica. All’estero  si tende a dare molta più importanza all’applicabilità finale di un prodotto di  ricerca anche a livello di parametro di valorizzazione della carriera stessa di un ricercatore.»

Quali sono i maggiori risultati che avete ottenuto?
istec ossa«Innanzi tutto abbiamo progettato e lanciato  di recente, grazie a Finceramica che lo ha portato a marchio CE, un materiale chiamato “sostituto ostocondrale”: è in grado di generare osso e cartilagine contemporaneamente e sostituire così le protesi metalliche , molto invasive  e poco durature. Poi abbiamo sviluppato un impianto per ossa lunghe. Nel 2009 il Time Magazine lo ha riconosciuto come uno dei  prodotti  di ricerca più importanti nel mondo per quell’anno. Si tratta del primo impianto in grado di ricostruire le ossa lunghe del corpo con un materiale ligneo del quale viene mantenuta solo la forma  e la struttura gerarchicamente organizzata ma completamente modificata  la composizione  chimica.»

Qual è l’innovazione di frontiera a cui state lavorando?
istec varie«Il cosiddetto “osso magnetico”: ha la stessa conformazione di un osso, viene impiantato a livello locale ed attivato attraverso campi elettromagnetici in modo che  sia possibile guidare la rigenerazione di tessuti, ossa, cartilagini danneggiate con modalità remota . Svolta la sua funzione viene riassorbito completamente dall’organismo. E’ come una terapia super localizzata, che non comporta perciò la tossicità diffusa di altre terapie o dei farmaci sistemici.»

Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla chiacchierata con Anna, sia per lo stato di avanzamento della ricerca medica in questi ambiti, sia per aver scoperto che il nostro territorio ospita un polo di così straordinaria innovazione. Queste eccellenze vanno riconosciute e valorizzate non solo tra gli addetti ai lavori, ma di fronte a tutta la comunità, poiché sono un motivo di orgoglio per il nostro Paese.

 

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