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28 ago 2013

Web Runners: uno sguardo alle imprese italiane 2.0

Di Livia Bosi

Web Runners è una ricerca imponente, esplorativa da un lato e di grande approfondimento dall’altro. Non scherziamo quando parliamo di aver analizzato oltre 9mila siti web. E non è stato facile selezionarne 100, tra tutti quelli visitati…o tra i molti inesistenti. Perché davvero in Italia abbiamo un grande divide: digitale ma anche culturale. Il progetto WEF si pone, tra gli altri, l’obiettivo di andare a colmarlo aumentando la consapevolezza delle imprese sulle enormi potenzialità che offre il web. E quale modo migliore di farlo se non attraverso la ricerca di buone prassi, pronte da emulare? Ecco che cosa c’è nella ricerca Web Runners.



Le imprese Web Runners hanno  sede soprattutto nel Nord Italia, fanno essenzialmente B2B e appartengono a 5 macro-settori: arredo, moda, alimentare, meccanica, chimica/plastica e prodotti in metallo. Non sono multinazionali, anzi la maggior parte delle aziende che abbiamo intervistato sono PMI: non superano i 50 mln di euro di fatturato ed hanno meno di 100 dipendenti. In compenso sono aziende che crescono nel fatturato ed aumentano i loro investimenti online: il budget investito sul web rispetto al totale degli investimenti cresce del 7,5%, passando dal 13% investito nel 2010 al 20,5% investito nel 2012. Ma cosa fanno di preciso queste imprese online?

Tutte usano Facebook, sfruttandolo come canale di comunicazione ma soprattutto di ascolto e dialogo diretto. Infatti l’84% delle imprese intervistate dichiara di riuscire ad utilizzare concretamente i contenuti che gli utenti generano sulle piattaforme online. E lo fanno sì per accrescere visibilità, reputazione e fidelizzare i clienti, ma anche per dialogare direttamente con gli utenti ed eventualmente conoscere e gestire le critiche che vengono mosse nei loro confronti. Inoltre queste imprese vendono attraverso canali di e-commerce riuscendo a raggiungere così il consumatore finale in maniera diretta. Puntano moltissimo sul mobile: il 30% ha già una applicazione e il 32% ne sta progettando una. L’82% attraverso il web riesce infatti a costruire delle vere e proprie reti di collaborazione con clienti, stakeholder e rete distributiva. Non ci stupisce, tratti distintivi delle imprese 2.0 sono proprio l’apertura agli stimoli e alle sollecitazioni esterne, che non vengono assolutamente viste come un pericolo quanto piuttosto come un valore aggiunto, come una occasione di arricchimento, co-creazione di prodotti, sostegno e valorizzazione del proprio brand.
Per combattere la crisi le imprese 2.0 hanno cercato di rimettere al centro il cliente, ascoltando le sue esigenze, individuando i suoi bisogni e monitorando costantemente la qualità dei prodotti e servizi offerti. Inoltre dicono di puntare sull’innovazione, di prodotto, di processo e della comunicazione, che deve essere capace di coinvolgere e motivare clienti e stakeholder.

Ma ora basta, non voglio svelarvi troppo!
Se siete curiosi di conoscere meglio le imprese “web runners”, scoprire quali strumenti utilizzano online e quali prassi adottano per affrontare la crisi ecco i rapporti di ricerca:

  1. Web Runners 100 imprese italiane 2.0 – ANALISI DI BENCHMARK
  2. Web Runners 50 imprese italiane – INDAGINE SUL CAMPO

Enjoy:)

 

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