blog
18 lug 2013

“Web Index”: la valutazione di crescita, utilità e impatto sociale del web sulle persone e le nazioni

Di Livia Bosi

Progettato e prodotto dalla “World Wide Web Foundation”, il “Web Index” è il primo indicatore multidimensionale che misura su scala globale la crescita, l’utilità e l’impatto sociale del web sulle persone e le nazioni. Valuta 61 Paesi nel  mondo e misura sia l’impatto politico, economico e sociale del web, sia il rapporto della popolazione con la connettività e le infrastrutture. Nello specifico le tre dimensioni di analisi sono: “disponibilità delle infrastrutture”, “uso del web” e “impatto”. Per ciascuna di esse viene attribuito un punteggio da 0 a 100 e la media delle valutazioni da vita al vero e proprio “Web Index”, secondo il quale sono stati classificati tutti e 61 i Paesi. Potete approfondire cliccando qui.

Sul primo gradino del podio, con il massimo di punti, c’è la Svezia (Web Index = 100), seguita da USA e Regno Unito. Agli ultimi posti invece Burkina Faso, Zimbawe e Yemen.
L’Italia sfiora la sufficienza con 56,45 punti e si classifica in ventitreesima posizione preceduta da quasi tutte le nazioni europee ad eccezione di Polonia, Turchia e Federazione Russa. Prima del Bel Paese si collocano anche Israele, Giappone, Korea, Singapore, Australia, Nuova Zelanda, Messico, Cile e Quatar.

Che l’Italia non si sarebbe guadagnata una posizione di merito era quasi scontato, ma la cosa davvero interessante dell’analisi della “World Wide Web Foundation” è la possibilità di esaminare gli specifici fattori economici e sociali che determinano questo scarso risultato e comprendere che peso hanno avuto nel determinarlo.

web index_italia

(fonte immagine: http://thewebindex.org/data/all/country/ITA )

Come si può osservare dalla tabella, per quanto riguarda la “disponibilità delle infrastrutture” (Readiness) la situazione dell’Italia è discreta: 67,22 punti su 100. Questo indicatore riguarda la qualità e la portata delle infrastrutture di comunicazione e connettività, e la qualità e la portata delle infrastrutture istituzionali (ovvero delle politiche che regolano l’accesso al web e il livello di istruzione «digitale»).

Il posizionamento è più che sufficiente anche per quanto riguarda la voce “uso del web” (The web), con cui si intende esaminare l’utilizzo della rete da parte della popolazione e la disponibilità di contenuti online. Per la prima di queste due specifiche di analisi l’Italia si classifica addirittura al quindicesimo posto.

Cos’è allora che abbassa la media? La dimensione relativa all’impatto sociale, economico e politico del web (Impact). Questo indicatore raggruppa in sé misure di utilizzo dei social network, di uso di internet per fare business, e di “e-partecipation” (ovvero  di tutti quei processi di amministrazione, erogazione di servizi, decisione e definizione delle politiche che avvengono sfruttando la rete).

E’ questo il nostro principale punto debole: già l’Italia non brilla nella classifica generale, ma se dipendesse solo dall’impatto del web sull’economia scivolerebbe addirittura al trentottesimo posto.

Il “Web Index” ci offre l’occasione di riflettere sull’urgenza di una politica di sviluppo del Paese che sfrutti pienamente il web e che ne comprenda le grandi potenzialità per i singoli e per i territori. Nell’edizione 2012 l’Italia si è classificata al ventitreesimo posto, speriamo di guadagnare qualche posizione per il 2013!

 

 

Scrivi cosa ne pensi

I campi contrassegnati dall'asterisco (*) sono obbligatori